Il quotidiano dell'ambiente · Notizie dal pianeta, ogni mattina
Anno I · Numero 2 Edizione del mattino 10 pagine
Giovedì 5 novembre 2026Biodiversità · Suolo · Foreste · Acqua · Animali · Mari · A tavola · Benessere
Biodiversità · Yerevan (Armenia)● Luci e ombre
COP17 sulla biodiversità: accordo a Yerevan, ma i soldi per la natura mancano
La conferenza ONU sulla biodiversità si è chiusa il 31 ottobre in Armenia. I Paesi ammettono di essere in ritardo su quasi tutti gli obiettivi per il 2030 e promettono di accelerare, senza nuovi obblighi né nuovi fondi.
Dopo due settimane di trattative e una notte di negoziato finale, i delegati di quasi 200 Paesi riuniti a Yerevan, in Armenia, per la COP17 della Convenzione ONU sulla diversità biologica hanno approvato all'alba del 31 ottobre il cosiddetto "Percorso di Yerevan": un invito ad accelerare, senza vincoli né sanzioni per chi resta indietro.
Che cosa si doveva verificare?
Nel 2022 il mondo aveva firmato il Quadro globale di Kunming-Montréal: 23 obiettivi da raggiungere entro il 2030, tra cui proteggere almeno il 30% delle terre e dei mari, ripristinare il 30% degli ecosistemi degradati e tagliare di almeno 500 miliardi di dollari l'anno i sussidi pubblici dannosi per la natura. A Yerevan si è fatto il primo bilancio globale. Il risultato: secondo il rapporto ONU il mondo è in ritardo su 22 obiettivi su 23, e solo il 45% dei Paesi ha consegnato in tempo la propria strategia nazionale.
Dove si è inceppato il negoziato?
Sui soldi. I Paesi ricchi non hanno rispettato l'impegno di garantire almeno 20 miliardi di dollari l'anno entro il 2025 per la natura dei Paesi in via di sviluppo. È nato un meccanismo finanziario per il dopo 2030, ma la sua forma è stata rinviata alla COP18, in programma a Quito, in Ecuador, nel 2028. Il Fondo di Cali, che dovrebbe raccogliere contributi dalle aziende che usano le informazioni genetiche di piante e animali, ha ricevuto promesse per poco più di 10.000 dollari: «è in terapia intensiva», ha commentato la ricercatrice Siva Thambisetty.
I passi avanti
Sono state approvate regole per dare più voce ai popoli indigeni e alle comunità locali nelle decisioni. Il presidente armeno della COP, Hambardzum Matevosyan, ha detto di aver ottenuto «più di quanto potessimo aspettarci». Per il WWF la revisione globale è «un segnale forte»: i Paesi «devono fare di più».
Perché ci riguardaImpollinatori, pesca, boschi e acqua pulita dipendono dalla biodiversità. Anche l'Italia deve arrivare al 30% di terre e mari protetti: in Liguria il Santuario Pelagos dei cetacei e le aree marine protette sono una parte importante di questa sfida.
FONTI · Carbon Brief, «COP17: Key outcomes agreed at the UN biodiversity conference in Yerevan», novembre 2026 · greenMe, «COP17, accordo per salvare la biodiversità entro il 2030, ma mancano i fondi», 2/11/2026.
Ecologia Oggi · Servizi Ecologici1
Ecologia OggiGiovedì 5 novembre 2026
Le buone notizie
Quattro storie di natura che si riprende e di soluzioni che funzionano
Natura · Inghilterra
25.000donatori
Comprata dai cittadini una tenuta di 3.800 ettari per la natura
Il 30 ottobre The Wildlife Trusts e il Northumberland Wildlife Trust hanno completato l'acquisto dell'intera Rothbury Estate, nel nord dell'Inghilterra: circa 9.500 acri, quasi 3.800 ettari di colline, boschi, fiumi e brughiere. Oltre 25.000 persone hanno donato più di 17 milioni di sterline, a cui si sono aggiunti fondi pubblici. L'appello di David Attenborough ha portato oltre un milione di sterline in una settimana. Qui vivono chiurli, scoiattoli rossi, salmoni e anguille in pericolo critico. Il piano: ripristinare gli habitat, sostenere un'agricoltura amica della natura e, in futuro, valutare il ritorno di castori e martore.
FONTE · The Wildlife Trusts, «Future of Rothbury Estate secured for nature and nation», 30/10/2026.
Ecosistemi · Mondo
252milioni di ettari
Natura in ripristino su un'area grande come l'Argentina
Un rapporto delle Nazioni Unite, uscito il 29 ottobre a metà del Decennio ONU per il ripristino degli ecosistemi, documenta interventi di recupero su circa 252 milioni di ettari in 149 Paesi: 232 milioni sulla terraferma, 11 milioni in fiumi, laghi e zone umide, 5,7 milioni in mari e coste. È «il più grande sforzo di ripristino mai documentato», ha detto Doreen Robinson del Programma ONU per l'ambiente (UNEP). Ma per arrivare all'obiettivo di un miliardo di ettari nel 2030 il ritmo dovrà triplicare, e acque dolci e mari restano indietro.
FONTE · AFP (ripresa da Daily Tribune), «Restored nature hits record 252 M hectares», 29/10/2026.
Ambiente e salute · Italia
130alberi
Alberi negli ospedali italiani: 30 nuovi nel 2026
Con la giornata nazionale del 27 ottobre il progetto "Un albero per la salute" ha messo a dimora 30 nuovi alberi in altrettanti ospedali: in tutto sono 130 dal 2023. L'iniziativa è dei Carabinieri per la tutela della biodiversità e della FADOI, la federazione dei medici internisti ospedalieri; la cerimonia si è svolta il 29 ottobre all'Ospedale Isola Tiberina di Roma. «Se si ammala l'ambiente, si ammalano anche le persone», ha ricordato il presidente FADOI Andrea Montagnani. Il messaggio è quello di "One Health": salute umana, animale e ambientale sono legate.
FONTE · Quotidiano di Sicilia, «Ambiente e salute, 130 alberi messi a dimora negli ospedali italiani», ottobre 2026 · DIRE, Tg Ambiente, 3/11/2026.
Acqua · Savona
7giorni
Roccavignale, l'acqua del rubinetto torna potabile
A Roccavignale, in Val Bormida, il 27 ottobre il gestore CIRA aveva trovato PFAS, le sostanze chimiche "eterne", oltre i limiti in un punto della rete. Il giorno dopo il Comune aveva vietato di bere l'acqua. La sorgente sospetta, vicino a Montezemolo, è stata chiusa subito e la rete è stata alimentata con l'acquedotto di Millesimo. Il 4 novembre l'ASL ha ricevuto analisi conformi e ha chiesto di revocare il divieto. «Revocherò immediatamente l'ordinanza», ha detto il sindaco Amedeo Fracchia. Un esempio di controlli e intervento rapidi (vedi p. 5).
FONTE · Savonanews, «PFAS a Roccavignale, acqua ok dopo le analisi. Fracchia: "Revocherò subito l'ordinanza"», 4/11/2026.
E nelle altre pagine di oggi
Per la prima volta mappati in Italia oltre 2.100 km² di suolo da recuperare (p. 3)
I boschi coprono quasi il 37% dell'Italia e continuano a crescere (p. 4)
A Tortona filtri a carboni attivi nei pozzi per prevenire i PFAS (p. 5)
Approvate alla COP17 nuove regole per dare voce ai popoli indigeni (p. 1)
Le buone notizie2
Ecologia OggiGiovedì 5 novembre 2026
Biodiversità e suolo · Italia● Luci e ombre
Consumo di suolo record nel 2025: 102 km² cementati in un anno
Il rapporto ISPRA-SNPA 2026 registra oltre 3 metri quadrati di suolo perso ogni secondo, anche in zone a rischio di alluvione e frana. Ma per la prima volta mappa anche 2.100 km² di superfici che si possono recuperare.
Nel 2025 in Italia sono stati coperti da edifici, strade, piazzali e impianti 102 chilometri quadrati di territorio, oltre 10.200 ettari: più di 3 metri quadrati al secondo, oltre 280.000 al giorno. È il dato più alto delle ultime rilevazioni, secondo il rapporto «Consumo di suolo, ecosistemi urbani e stato del territorio» del Sistema nazionale per la protezione dell'ambiente (SNPA), presentato il 27 ottobre.
Che cosa vuol dire "consumare suolo"?
Significa coprire terreno naturale o agricolo con materiali artificiali, spesso in modo irreversibile. Un suolo sigillato non assorbe più la pioggia, non produce cibo, non trattiene carbonio e scalda le città. Oggi le superfici impermeabilizzate coprono il 7,19% dell'Italia, 21.644 km². Nel 2025 sono stati ripristinati appena 746 ettari: il bilancio netto resta negativo per quasi 9.500 ettari.
Dove si è costruito di più?
Gli aumenti maggiori sono in Sicilia (poco più di 1.600 ettari), Lazio (oltre 1.400), Puglia e Lombardia (oltre 1.000 ciascuna). Tra i Comuni spiccano Tuscania e Montalto di Castro, nel Viterbese, con oltre 300 ettari ciascuno, in gran parte per impianti fotovoltaici a terra. Preoccupa soprattutto che 1.106 ettari siano stati consumati in aree a rischio alluvione e 707 in aree a rischio frana.
Si può invertire la rotta?
Sì, dice il rapporto, che per la prima volta mappa oltre 2.100 km² di superfici potenzialmente recuperabili per verde urbano e rigenerazione. Ci sono 1.116 km² di tetti adatti al fotovoltaico, che eviterebbero di occupare campi, e quasi 9,6 milioni di abitazioni non occupate. Le aree pubbliche urbane adatte al ripristino superano i 35.000 ettari.
Se ristrutturi, scegli pavimentazioni drenanti per cortili e posti auto.
Il fotovoltaico va prima sul tetto: non occupa terreno.
Partecipa alle consultazioni sul piano urbanistico del tuo Comune.
Perché ci riguardaIn una regione stretta tra monti e mare come la Liguria, ogni metro di terreno impermeabilizzato fa scorrere più velocemente l'acqua verso torrenti e strade. Costruire in zone a rischio significa più danni alla prossima alluvione: riusare l'esistente protegge case e persone.
FONTI · Soldionline, «Consumo di suolo 2025 da record: dove sono i 2.100 km² recuperabili», 27/10/2026 · DIRE, «Tg Ambiente, l'edizione di martedì 3 novembre 2026», 3/11/2026 · Green Planner, «TgAmbiente 3 novembre: suolo, foreste e biodiversità», 3/11/2026.
Suolo3
Ecologia OggiGiovedì 5 novembre 2026
Foreste · Italia● Luci e ombre
Boschi italiani in crescita ma più incendi: +36% di ettari bruciati
Il rapporto Legambiente «La bioeconomia delle foreste 2026» lancia quattro allarmi: fuoco, clima e specie aliene, gestione in ritardo e legno importato. Dal 1° gennaio al 15 ottobre 2.223 incendi e quasi 131.000 ettari in fumo.
I boschi italiani coprono circa 11 milioni di ettari, quasi il 37% del Paese, e continuano ad allargarsi. Ma, avverte Legambiente nel nuovo rapporto «La bioeconomia delle foreste 2026», crescono soprattutto perché campagne e montagne vengono abbandonate: un bosco non curato è più fragile.
Quanti incendi nel 2026?
Tra il 1° gennaio e il 15 ottobre 2026 sono stati registrati 2.223 incendi, il 20,5% in più dello stesso periodo del 2025. La superficie bruciata è stata di 130.858 ettari, con un aumento del 36%. Estati più calde e più secche, sottobosco non pulito e terreni abbandonati rendono il fuoco più facile e più veloce.
Gli altri tre allarmi
Il secondo allarme è la crisi climatica, che indebolisce gli alberi e favorisce la diffusione di specie aliene, piante e insetti arrivati da altri continenti. Il terzo sono i ritardi nella prevenzione, nella pianificazione e nella certificazione della gestione forestale sostenibile. Il quarto è la dipendenza dal legname straniero: pur avendo tanti boschi, l'Italia ne importa gran parte.
Qual è la soluzione?
Per Legambiente servono pianificazione, manutenzione e una gestione attiva: piani forestali, filiere locali del legno certificato, lavoro per le comunità di montagna. Un bosco gestito bene produce legno, trattiene il suolo, protegge l'acqua e brucia meno. La crescita dei boschi è un'opportunità solo se qualcuno se ne prende cura.
Cosa possiamo fare: preferire legno e carta con marchio di gestione sostenibile (FSC o PEFC), rispettare i divieti di accendere fuochi e segnalare subito ogni principio d'incendio.
2026 rispetto al 2025
Periodo 1° gennaio – 15 ottobre. Fonte: Legambiente (DIRE, 3/11/2026).
I boschi in cifre
11 mlnettari di bosco
37%della superficie italiana
2.223incendi al 15 ottobre
130.858ettari bruciati
Se vedi un incendio
Chiama subito il 112, il numero unico di emergenza.
Indica il luogo nel modo più preciso possibile.
Non avvicinarti: allontanati dalla parte opposta al vento.
Perché ci riguardaLa Liguria è una delle regioni più boscose d'Italia e conosce bene il rischio incendi. Boschi curati e filiere locali del legno significano meno fuoco, meno frane e più lavoro nell'entroterra.
FONTI · DIRE, «Tg Ambiente, l'edizione di martedì 3 novembre 2026», 3/11/2026 · Green Planner, «TgAmbiente 3 novembre: suolo, foreste e biodiversità», 3/11/2026 (rapporto Legambiente «La bioeconomia delle foreste 2026»).
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Ecologia OggiGiovedì 5 novembre 2026
Acqua · Liguria e Piemonte● Luci e ombre
PFAS nell'acqua di casa: cosa succede nel Savonese e a Tortona
Roccavignale torna ad avere acqua potabile dopo una settimana, a Borgio Verezzi e Pietra Ligure i divieti durano da settimane, a Tortona arrivano i filtri nei pozzi. I nuovi controlli stanno facendo emergere i casi.
I PFAS sono migliaia di sostanze chimiche usate per rendere oggetti impermeabili e antimacchia. Si degradano pochissimo, per questo sono chiamati "inquinanti eterni". Dal 2026 i gestori dell'acqua devono controllarli con limiti più severi, e in questi giorni diversi Comuni tra Liguria e Piemonte ne hanno trovato traccia.
Cosa è successo a Roccavignale?
Il 27 ottobre il gestore CIRA ha misurato 0,157 microgrammi di PFAS per litro in un punto della rete. Il 28 il Comune ha vietato di bere l'acqua. La sorgente sospetta, vicino a Montezemolo, è stata chiusa e la rete è stata rifornita dall'acquedotto di Millesimo. Il 29 l'ARPAL, l'agenzia regionale per l'ambiente, ha fatto i suoi prelievi; il 4 novembre l'ASL ha ricevuto analisi conformi e il sindaco ha annunciato la revoca del divieto.
E nella Riviera?
A Borgio Verezzi l'acqua di rete non si può usare per bere dal 23 settembre, a Pietra Ligure dal 13 ottobre. I comitati collegano il caso a ex discariche dell'entroterra e chiedono a Regione e ARPAL i dati completi, controlli sul sangue dei cittadini e trasparenza sui materiali usati nei cantieri. Il 13 novembre è in programma un incontro pubblico a Borgio Verezzi.
La prevenzione a Tortona
A Tortona (Alessandria) i controlli di ASL e gestore hanno trovato picchi occasionali vicini al limite di 0,02 microgrammi per litro per la somma di quattro PFAS. L'acqua resta potabile, ma il sindaco Federico Chiodi ha ordinato filtri a carbone attivo granulare nei campi pozzi di Castellar Ponzano e Bettole e analisi settimanali.
Le tappe
23 settembre Borgio Verezzi: acqua non potabile
13 ottobre Pietra Ligure: stesso divieto
27–28 ottobre Roccavignale: PFAS e ordinanza
3 novembre Tortona: filtri nei pozzi
4 novembre Roccavignale: analisi conformi
13 novembre Incontro pubblico a Borgio Verezzi
Al rubinetto di casa
Chiedi al tuo gestore o al Comune i risultati delle analisi sui PFAS della tua zona.
Se c'è un'ordinanza di non potabilità, usa acqua in bottiglia anche per cucinare e preparare il latte dei bambini.
Bollire l'acqua non elimina i PFAS.
Per un pozzo privato, fai analizzare l'acqua da un laboratorio accreditato.
Perché ci riguardaSecondo i promotori dell'incontro di Borgio, i PFAS sono associati a colesterolo più alto, problemi alla tiroide e minore risposta ai vaccini, e l'agenzia IARC classifica il PFOA come cancerogeno. Controlli più severi fanno emergere i problemi: è il primo passo per risolverli.
FONTI · Savonanews, «PFAS a Roccavignale, acqua ok dopo le analisi», 4/11/2026 · Savonanews, «Pfas nell'acqua, cresce la preoccupazione: "La Regione? Silenzio totale"», 3/11/2026 · Alessandria Netweek, «Tortona, ordinanza Pfas: filtri a carboni attivi nei pozzi cittadini», 3/11/2026.
Acqua5
Ecologia OggiGiovedì 5 novembre 2026
Animali · Italia▼ Allarme
Uccelli protetti colpiti dai fucili e riforma della caccia: la LIPU protesta
Il 3 novembre la LIPU ha manifestato davanti al ministero dell'Ambiente a Roma: in pochi giorni i suoi centri hanno accolto nove uccelli feriti da colpi d'arma da fuoco. Intanto la riforma della legge sulla caccia, già approvata dal Senato, è all'esame della Camera.
Un falco di palude e un cormorano nel Pavese, una poiana nel Milanese, un falco pellegrino vicino a Carloforte, in Sardegna: sono alcuni degli uccelli protetti morti negli ultimi giorni per le fucilate. Secondo la LIPU, la Lega italiana protezione uccelli, i suoi centri ne hanno accolti nove, quattro dei quali non ce l'hanno fatta. Dall'inizio della stagione di caccia gli animali feriti o uccisi arrivati ai centri sono 16, e per l'associazione sono solo una parte del fenomeno.
Cosa prevede la riforma?
Il disegno di legge 1552, primo firmatario il senatore Lucio Malan (FdI), modifica la legge 157 del 1992. Il Senato l'ha approvato a giugno con 80 voti favorevoli, 56 contrari e 2 astenuti. Il testo definisce la caccia un'attività «utile alla conservazione e alla tutela della biodiversità», toglie il lupo dalle specie particolarmente protette e, secondo le analisi pubblicate, rende non vincolanti i pareri dell'ISPRA, allarga le zone cacciabili, consente visori notturni e silenziatori e allenta le regole sui richiami vivi.
Che cosa chiedono gli ambientalisti?
Enpa, LAC, LAV, Legambiente, LIPU e WWF chiedono di fermare la discussione. La LIPU vuole anche l'attuazione piena del Piano d'azione contro il bracconaggio, più controlli e la sospensione della caccia negli ambiti dove si registrano episodi di bracconaggio. Il presidente Alessandro Polinori sostiene che la riforma peggiorerebbe la protezione della fauna e annuncia altre iniziative nelle prossime settimane.
Cosa succede ora?
Il testo è alla Commissione Agricoltura della Camera. Se i deputati lo modificheranno, dovrà tornare al Senato.
Il voto al Senato
Fonte: La Nuova Ecologia, 24/6/2026.
I numeri della LIPU
9uccelli feriti da fucilate in pochi giorni
4non sono sopravvissuti
16da inizio stagione di caccia
1992anno della legge in vigore
Se trovi un uccello ferito
Coprilo con un panno e mettilo in una scatola di cartone con fori.
Non dargli acqua né cibo.
Chiama il Centro recupero animali selvatici (CRAS) della provincia o il 112.
Se sospetti un abbattimento illegale, segnalalo ai Carabinieri forestali.
Perché ci riguardaLa Liguria è un corridoio di migrazione per rapaci, gru e piccoli uccelli diretti in Africa. Le regole sulla caccia decidono quanti di loro arrivano a destinazione, e anche quanto è sicuro camminare nei boschi in autunno.
FONTI · Padova24ore, «Riforma della caccia, flash mob Lipu al ministero Ambiente», 3/11/2026 · La Nuova Ecologia, «Il Senato approva il Ddl caccia. Il testo passa alla Camera», 24/6/2026 · BlogSicilia, «DDL caccia approvato al Senato: cosa prevede la nuova legge», 24/6/2026.
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Ecologia OggiGiovedì 5 novembre 2026
Oceani e mari · Malesia▼ Allarme
Microplastiche nei coralli: contaminati due su tre in un parco marino
Uno studio dell'Università Malaysia Terengganu ha trovato frammenti di plastica nel 64% dei coralli analizzati a Pulau Redang, area protetta dal 1985. La plastica più comune è il PET delle bottiglie.
Anche un'area marina protetta non può fermare la plastica che arriva con le correnti. Lo mostra una ricerca pubblicata sulla rivista Regional Studies in Marine Science e raccontata il 4 novembre dal sito Mongabay: nel parco marino di Pulau Redang, al largo della costa orientale della Malesia peninsulare, il 64% dei frammenti di corallo analizzati conteneva microplastiche, cioè pezzetti di plastica più piccoli di 5 millimetri.
Come è stato fatto lo studio?
I ricercatori, guidati da Ong Chai Kee e Lee Jen Nie, hanno raccolto 200 frammenti di due tipi di corallo duro, Acropora e Porites, in cinque punti della barriera. La concentrazione più alta, 1,31 particelle per grammo di corallo, è stata trovata a Long Beach, la spiaggia più frequentata dai turisti; la più bassa, 0,54, a Chagar Hutang, dove nidificano le tartarughe.
Da dove viene la plastica?
Il materiale più comune è il PET, usato per le bottiglie d'acqua usa e getta. Molti frammenti erano neri e potrebbero venire da attrezzature da snorkeling o subacquea, ma gli autori non possono confermarlo. I coralli impigliati in fili e rifiuti avevano quasi tre volte più microplastiche nello scheletro.
Che effetti ha sui coralli?
Non è ancora chiaro: gli autori chiedono studi di lungo periodo. Un'altra ricerca citata da Mongabay indica che le microplastiche possono far degradare più in fretta la struttura dei coralli. Per Muhammad Reza Cordova, dell'agenzia di ricerca indonesiana BRIN, proteggere le barriere non basta: bisogna impedire che la plastica arrivi in mare.
Particelle per grammo di corallo
Fonte: Universiti Malaysia Terengganu (Mongabay, 4/11/2026).
Lo studio in cifre
200frammenti di corallo
64%contaminati
5siti di prelievo
×3plastica nei coralli impigliati
Cosa puoi fare tu
Usa una borraccia e l'acqua del rubinetto, quando è potabile.
Non lasciare rifiuti in spiaggia, sugli scogli o in barca.
Lava i capi sintetici a basse temperature e a pieno carico: si staccano meno fibre.
Perché ci riguardaIl Mediterraneo è un mare chiuso dove la plastica si accumula, e in Liguria anche il coralligeno e le praterie di posidonia ne sono esposti. Ridurre l'usa e getta a terra è la protezione più efficace per i nostri fondali.
FONTI · Mongabay, «Microplastics pollute nearly two-thirds of corals in Malaysia's marine protected area, study finds», 4/11/2026 (studio pubblicato su Regional Studies in Marine Science).
Oceani e mari7
Ecologia OggiGiovedì 5 novembre 2026
A tavola · Siamo quello che mangiamo● Luci e ombre
Richiami alimentari: uova, tonno, conserve. Come controllare la spesa
In una settimana ritirati uova con Salmonella, filetti di tonno con troppa istamina e varie conserve. Dall'inizio del 2026 i richiami segnalati sono 233. I controlli funzionano, ma gli avvisi arrivano a volte in ritardo.
Un richiamo alimentare è il ritiro dagli scaffali, e dalle case dei clienti, di un prodotto che può essere pericoloso. Lo decide il produttore o l'autorità sanitaria, e il ministero della Salute pubblica gli avvisi sul suo sito. Secondo il conteggio del sito Il Fatto Alimentare, dal 1° gennaio 2026 i richiami e ritiri sono stati 233, per 520 prodotti.
Quali prodotti in questi giorni?
Il 30 ottobre sono state richiamate uova da galline allevate a terra a marchio Latteria Chiuro, prodotte in provincia di Sondrio, per Salmonella enteritidis: 18 lotti, con scadenze tra il 24 ottobre e il 12 novembre. Richiamata per Salmonella anche una confettura extra di mirtilli Cascina Balcarino. Il 3 novembre IN's Mercato ha ritirato filetti di tonno surgelati Selezione Più, prodotti in India, per possibile istamina oltre i limiti: è il secondo caso in due settimane. Nei giorni scorsi sono stati ritirati anche sott'oli e 11 tipi di mostarda.
Perché i ritardi pesano?
L'avviso sulle uova era datato 23 ottobre ma è stato pubblicato solo il 29: quasi un terzo dei lotti era già scaduto. Per il tonno vale una regola importante: l'istamina si forma quando il pesce non è conservato al freddo, e né la cottura né il congelamento la eliminano.
Cosa dice l'etichetta sull'origine?
Le regole europee non obbligano sempre a indicare l'origine dell'ingrediente principale. L'Italia ha prorogato fino al 31 dicembre 2026 l'obbligo nazionale per pasta di grano duro, riso, derivati del pomodoro, latte e formaggi.
I richiami in cifre
233richiami e ritiri nel 2026
520prodotti coinvolti
18lotti di uova richiamati
6giorni di ritardo nell'avviso
Fonte: Il Fatto Alimentare, 30/10 e 3/11/2026.
Al supermercato
Conserva lo scontrino e, per uova e carne, la confezione finché non hai finito il prodotto.
Controlla il lotto: è il codice che identifica il prodotto richiamato.
Consulta gli avvisi sul sito del ministero della Salute o nella bacheca del negozio.
Se hai un prodotto richiamato non consumarlo: riportalo per rimborso o sostituzione.
Pesce come il tonno: compralo per ultimo e mettilo subito in frigo o in freezer.
Perché ci riguardaSalmonella e istamina possono causare disturbi seri, soprattutto a bambini, anziani e donne in gravidanza. Un richiamo è la prova che i controlli funzionano: per proteggerci basta conoscere il lotto di ciò che abbiamo in dispensa.
FONTI · Il Fatto Alimentare, «Uova e confettura di mirtilli richiamate per Salmonella», 30/10/2026 · Il Fatto Alimentare, «Richiamo filetti di tonno surgelati IN's Mercato», 3/11/2026 · Alimenti News, «Etichette alimentari, prorogato l'obbligo per tutto il 2026», 12/1/2026.
A tavola8
Ecologia OggiGiovedì 5 novembre 2026
Natura e benessere · Ricerca● Luci e ombre
Un integratore per le arterie? Lo studio inglese e i suoi limiti
Pubblicato il 4 novembre sullo European Heart Journal Open: in 6 mesi una polvere con vitamine, piante ed estratti ha migliorato l'elasticità dei vasi e abbassato la pressione di 6 mmHg. Ma i partecipanti erano pochi e lo studio è stato sostenuto dall'azienda.
I ricercatori dell'Università del Surrey, in Inghilterra, hanno provato un integratore in polvere su 61 adulti sani sopra i 40 anni: 33 l'hanno preso ogni giorno per sei mesi, 28 hanno ricevuto un placebo, cioè una polvere identica senza principi attivi. Né i partecipanti né i ricercatori sapevano chi prendeva cosa.
Cosa contiene?
Quindici grammi al giorno di una miscela con vitamina C, magnesio, glicina, glucosamina, acido ialuronico, L-teanina, estratti di rodiola e zenzero, fisetina, pterostilbene e circa 1 milligrammo di litio. Proprio perché gli ingredienti sono tanti, lo studio non può dire quale abbia effetto.
Cosa funziona, secondo lo studio
Nei 43 partecipanti che hanno completato tutte le visite, la capacità delle arterie di dilatarsi è migliorata di 2,9 punti percentuali rispetto al placebo, e la rigidità delle arterie è diminuita. La pressione massima è scesa in media di 6,1 mmHg in più rispetto al gruppo di controllo. Colesterolo e grassi nel sangue non sono cambiati.
Cosa non si sa
Non è dimostrato che l'integratore prevenga infarti o ictus: sono stati misurati solo indicatori intermedi. Un partecipante su quattro non ha completato lo studio. L'azienda produttrice, NOVOS Labs, ha fornito il prodotto e un contributo all'università, e uno degli autori ne è dipendente; gli autori dichiarano che non ha avuto ruolo nell'analisi. Servono studi più grandi e indipendenti. Ricordiamo che contro la pressione alta movimento, meno sale e dieta mediterranea hanno prove molto più solide.
Le prove, in breve
Misura
Risultato
Dilatazione arterie
Migliorata +2,9 punti sul placebo
Pressione massima
Più bassa −6,1 mmHg
Colesterolo
Nessun effetto
Infarti e ictus
Non studiati 43 persone, 6 mesi
Le regole di questa rubrica
Solo studi scientifici, con rivista, persone e risultati.
Cosa funziona, cosa no, cosa non si sa.
"Naturale" non vuol dire innocuo.
Prima di iniziare, parlane con medico o farmacista.
Le domande da fare al farmacista
Contiene litio o altre sostanze che interferiscono con i miei farmaci per pressione, cuore o umore?
Posso prenderlo se ho problemi a reni o tiroide?
Ci sono prove su persone come me, per età e salute?
Perché ci riguardaGli integratori "anti-età" sono un mercato in crescita e spesso costano cari. Un risultato su 43 persone è un indizio, non una prova: chi ha la pressione alta non deve sostituire le cure con un integratore. Parlane sempre con il medico o il farmacista.
FONTI · European Heart Journal Open, Piercy C. et al., «Acute and 6-month vascular effects of a multi-component nutritional supplement: a randomized controlled trial», 4/11/2026 · The Wom Healthy, «Integratore anti-età alla prova: arterie più elastiche e pressione giù di 6 punti in sei mesi», 4/11/2026.
Natura e benessere9
Ecologia OggiGiovedì 5 novembre 2026
Agenda verde
Le prossime date da segnare
6novembre
Ultimo giorno di Ecomondo
Si chiude domani alla Fiera di Rimini il salone dell'economia circolare e delle tecnologie ambientali.
9–20novembre
COP31, Antalya
La conferenza ONU sul clima in Turchia. Vertice dei leader l'11 e il 12 novembre.
13novembre
PFAS, incontro a Borgio Verezzi
Alle 20.45 nelle Opere parrocchiali della chiesa di Gesù Redentore, via 4 Novembre 45: comitati ed esperti sull'acqua della Riviera.
21novembre
Giornata nazionale degli alberi
Scuole e Comuni piantano nuovi alberi in tutta Italia, come previsto dalla legge 10 del 2013.
25–26novembre
Scuola Odori 2026, Roma
Al ministero dell'Ambiente la conferenza sulla gestione delle emissioni di odori da impianti e attività produttive.
27novembre
Reti fantasma, Civitavecchia
L'ISPRA presenta il progetto europeo STRONG SEA sulle reti da pesca perse o abbandonate in mare.
5dicembre
Giornata mondiale del suolo
La ricorrenza promossa dalla FAO: un'occasione per ripensare il consumo di suolo raccontato a pagina 3.
31dicembre
Origine in etichetta
Scade la proroga dell'obbligo italiano di indicare l'origine per pasta, riso, pomodoro, latte e formaggi.
Nei prossimi giorni
Il servizio europeo Copernicus pubblicherà il bollettino sulle temperature globali di ottobre, e Terna i dati sui consumi elettrici del mese. Ne daremo conto con i dati ufficiali.