Servizi Ecologici › Ecologia Oggi › Edizione di mercoledì 4 novembre 2026

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Servizi Ecologici

Ecologia Oggi

Il quotidiano dell'ambiente · Notizie dal pianeta, ogni mattina
Anno I · Numero 1
Edizione del mattino
10 pagine
Mercoledì 4 novembre 2026Clima · Energia · Animali · Acqua · Mari · A tavola · Benessere
Rifiuti e riciclo · Italia● Luci e ombre

Campioni del riciclo, in ritardo sul clima: la pagella verde dell'Italia

Agli Stati Generali della Green Economy, aperti ieri a Ecomondo di Rimini, la relazione annuale racconta un Paese che ricicla l'86% dei rifiuti ma installa poche rinnovabili e vede risalire le proprie emissioni.

Ogni anno, in apertura di Ecomondo, la Fondazione per lo sviluppo sostenibile presieduta da Edo Ronchi presenta la Relazione sullo stato della green economy, una pagella sulla transizione ecologica del Paese. Quest'anno il giudizio è a due facce.

Dove siamo bravi

Sull'economia circolare l'Italia è tra i primi in Europa. Nel 2022 ha riciclato l'86% dei rifiuti, contro una media Ue del 41%. Nel 2025 il riciclo degli imballaggi ha toccato il 77,3%. Ogni chilo di materia consumata produce 4,6 euro di ricchezza, contro i 3 della media europea. Il ministro dell'Ambiente Gilberto Pichetto Fratin ha detto che sulla plastica il Paese è «nella squadra di testa a livello mondiale».

Dove arranchiamo

Su clima ed energia il quadro cambia. Nel 2025 le emissioni di gas serra sono tornate a salire. Tra il 2015 e il 2024 calavano in media di 7 milioni di tonnellate l'anno: per l'obiettivo 2030 del Piano nazionale energia e clima ne servono 14, il doppio. Le nuove rinnovabili installate nel 2025 sono state 7,2 gigawatt, meno di Germania e Spagna. Importiamo il 74% dell'energia che usiamo (media Ue 57%).

Acqua e campi sotto pressione

Nel 2025 la siccità ha causato il 54% delle perdite agricole e le piogge violente il 21%, secondo dati dell'Agenzia europea dell'ambiente. Gli acquedotti perdono oltre il 40% dell'acqua e si riusa solo il 4% delle acque depurate. Per la prima volta in dieci anni cala il biologico: -5,4% di superficie.

I segnali positivi

Nel primo semestre 2026 le auto elettriche e plug-in sono salite al 17,4% delle nuove immatricolazioni, e un'indagine Ipsos registra più attenzione all'ambiente tra cittadini e imprese. Ronchi parla di un quadro «complessivamente critico», con «qualche limitato segnale» positivo.

Perché ci riguardaPiù rinnovabili vuol dire bollette meno esposte alle crisi internazionali; reti idriche efficienti vogliono dire meno razionamenti d'estate. E il riciclo, dove siamo forti, comincia dalla differenziata fatta bene in ogni casa.

FONTI · Eco dalle Città, «Stati Generali della Green Economy 2026, Italia in ritardo su clima ed energia», 3/11/2026 · ANSA, «Siccità causa del 54% delle perdite in agricoltura in Italia», 3/11/2026 · ANSA, «Pichetto, nel riciclo plastica e carta nella squadra di testa a livello mondiale», 3/11/2026.

Ecologia Oggi · Servizi Ecologici1
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Le buone notizie

Quattro storie di natura che si riprende e di soluzioni che funzionano

Fiumi · Lombardia
−63%gas serra

Il Po riapre una sua "stanza" e la zona umida torna a respirare

Nella Lanca di Gussola, nel Cremonese, un ramo laterale del Po era rimasto quasi isolato dal fiume. Nel 2023 l'Agenzia interregionale per il Po (AIPo) ha abbassato un vecchio argine di navigazione: ora l'acqua entra nella lanca con portate di circa 1.500 metri cubi al secondo, contro i 4.000 necessari prima. Il progetto europeo REWET ne ha misurato gli effetti: quando la zona umida è collegata al fiume, le emissioni di gas serra sono più basse del 63%. Nei fondali c'è più ossigeno e tornano le libellule delle acque correnti.

FONTE · Rovigo.News, «Zone umide del Po, il progetto REWET rivela i benefici del ripristino: emissioni di gas serra ridotte del 63%», 22/10/2026.

Aree protette · Abruzzo
1.100ettari tutelati

Riserva del Borsacchio, le tutele tornano su tutto il territorio

A Roseto degli Abruzzi la Riserva del Borsacchio era stata ridotta nel 2023 a 24,7 ettari. Dopo oltre due anni di mobilitazione e 32.000 firme, una legge regionale del 3 luglio 2026 ha riportato le norme di salvaguardia su tutto il perimetro storico, oltre 1.100 ettari. Le guide volontarie hanno ora tracciato il bilancio della stagione: 83 attività e circa 19.000 partecipazioni. Sulla spiaggia 40 volontari hanno vegliato 13 giorni e 13 notti su un nido di tartaruga marina: da 83 uova sono nati 75 piccoli. Ora si chiede il piano di gestione definitivo.

FONTE · Zonalocale, «Riserva Borsacchio, 19mila partecipazioni nella stagione 2026: "È il momento di costruire il futuro"», 29/10/2026.

Natura · Kenya
160milioni di dollari

Il Kenya firma un patto decennale per proteggere la sua natura

Il governo del Kenya e un gruppo di donatori hanno firmato il programma Thamani Asili: 160 milioni di dollari in dieci anni, metà dallo Stato e metà da fondazioni e filantropi. L'obiettivo è creare circa 2,7 milioni di ettari di nuove aree tutelate insieme alle comunità locali e gestire meglio circa 11 milioni di ettari già protetti. I fondi sono legati a impegni precisi del governo, come già avvenuto in Brasile e Gabon. I promotori stimano 7,5 milioni di tonnellate di CO₂ evitate entro il 2035. I contributi saranno versati nel corso degli anni.

FONTE · Reuters (ripresa da TimesLIVE), «Kenya seals $160m conservation finance deal», 21/10/2026.

Animali · Cina
27→72tigri siberiane

Nei parchi nazionali cinesi tigri e leopardi sono quasi triplicati

Cinque anni dopo la nascita dei primi parchi nazionali cinesi, istituiti nell'ottobre 2021 su 230.000 chilometri quadrati e con oltre 120 aree protette accorpate, i grandi felini danno segnali di ripresa. Le tigri siberiane in libertà sono passate da 27 a 72, i leopardi dell'Amur, tra i felini più rari al mondo, da 42 a 115. Lo riporta il quotidiano China Daily: un segnale che proteggere grandi territori continui, invece di tante piccole aree separate, aiuta anche le specie più esigenti.

FONTE · Good Good Good, «Good News This Week: October 31, 2026», 31/10/2026, che riprende China Daily (13/10/2026).

E nelle altre pagine di oggi

  • Nel Parco delle Serre liberati altri 17 cervi italici: in natura già 12 nascite (p. 5)
  • Il Canale di Sicilia riconosciuto "Hope Spot" per l'oceano: 114.000 km² di mare (p. 7)
  • Gli invasi siciliani hanno il 74% d'acqua in più rispetto a un anno fa (p. 6)
  • A settembre le rinnovabili hanno coperto il 39,4% dei consumi elettrici (p. 4)
Le buone notizie2
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Clima · Mondo● Luci e ombre

COP31 ad Antalya: meno promesse nuove, più conti da far tornare

Dal 9 al 20 novembre in Turchia la conferenza ONU sul clima. Al centro i soldi per i Paesi più esposti, l'uscita dai combustibili fossili e gli oceani, con il Pianeta sopra 1,5 °C per il secondo mese di fila.

Tra cinque giorni si apre ad Antalya, sulla costa meridionale della Turchia, la trentunesima Conferenza delle Parti (COP31) della Convenzione ONU sui cambiamenti climatici. Vi partecipano 197 Stati più l'Unione europea. Il vertice dei capi di Stato e di governo è previsto l'11 e il 12 novembre.

Una presidenza in due

Per la prima volta la guida è divisa. La Turchia ospita e presiede la conferenza con il ministro dell'Ambiente Murat Kurum e gestisce l'Agenda d'azione con imprese e città. L'Australia, con il ministro Chris Bowen, guida invece i negoziati e scrive le bozze dei testi. L'accordo tra i due Paesi era stato raggiunto alla COP30 di Belém. Gli Stati Uniti sono assenti: hanno lasciato l'Accordo di Parigi.

I soldi per i Paesi più esposti

Non si attende un nuovo grande accordo, ma la verifica di quelli già presi. Alla COP29 di Baku i Paesi ricchi si sono impegnati a mobilitare 300 miliardi di dollari l'anno entro il 2035 per i Paesi in via di sviluppo; a Belém si è deciso di triplicare i fondi per l'adattamento. La "tabella di marcia Baku-Belém" punta a 1.300 miliardi l'anno, ma manca ancora un sistema per controllare i progressi.

Energia e oceani

La Turchia propone che entro il 2035 l'elettricità copra il 35% dei consumi finali di energia. Australia e isole del Pacifico vogliono dare spazio agli oceani: secondo il centro studi WRI il 92% dei Paesi costieri include il mare nei piani per il clima, ma solo il 12% delle azioni riguarda misure ad alto impatto come l'eolico in mare.

Il termometro corre

Secondo il servizio europeo Copernicus, settembre 2026 è stato il secondo settembre più caldo mai misurato, il secondo mese consecutivo oltre 1,5 °C sopra i livelli preindustriali. Un El Niño intenso, ancora in crescita, potrebbe durare fino al 2027.

Cosa possiamo fare: seguire le scelte dell'Italia e dell'Ue al negoziato e, a casa, ridurre i consumi di energia fossile: trasporti, riscaldamento, sprechi.

Da Sharm ad Antalya

  1. COP27 · 2022 · Egitto
    Nasce il fondo per perdite e danni
  2. COP28 · 2023 · Dubai
    Primo richiamo ad allontanarsi dai fossili
  3. COP29 · 2024 · Baku
    300 miliardi $ l'anno entro il 2035
  4. COP30 · 2025 · Belém
    Fondi per l'adattamento da triplicare
  5. COP31 · 9–20 nov 2026 · Antalya
    Verifica degli impegni
  6. COP32 · 2027 · Etiopia
    Prossima tappa

Le cifre chiave

198Parti della Convenzione ONU
1.300miliardi $ l'anno: l'obiettivo al 2035
>1,5 °Csettembre 2026, secondo mese di fila
35%quota di elettricità proposta al 2035

Perché ci riguardaL'Italia si scalda più della media mondiale: oltre 2 °C in cinquant'anni e più di 2.300 eventi estremi nel solo 2025. Le decisioni prese ad Antalya pesano su alluvioni, siccità e costi per famiglie e Comuni.

FONTI · ESG News, «COP31, cosa aspettarsi dalla Conferenza sul clima di Antalya», 2/11/2026 · ONU, «COP31 to take place 9-20 November 2026 in Antalya, Türkiye» · Copernicus, «Second warmest September as global temperatures stay above 1.5°C», ottobre 2026 · Eco dalle Città, «Stati Generali della Green Economy 2026, Italia in ritardo su clima ed energia», 3/11/2026.

Clima3
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Energia · Italia ed Europa● Luci e ombre

Consumi elettrici da record, le rinnovabili ne coprono quattro su dieci

A settembre la domanda di elettricità è cresciuta del 6,5%, il dato più alto dal 2014. E da Bruxelles von der Leyen fa i conti: la chiusura dello Stretto di Hormuz è costata all'Europa 127 miliardi in più per petrolio e gas.

Un settembre caldo e affamato di energia

Secondo Terna, la società che gestisce la rete elettrica nazionale, a settembre l'Italia ha consumato 27,8 terawattora (TWh, miliardi di kilowattora), il 6,5% in più rispetto a un anno prima. È il valore più alto per un mese di settembre dal 2014. Ha pesato il caldo: le temperature sono state di circa 2 °C superiori a settembre 2025, con i condizionatori accesi più a lungo. Al netto del meteo, la crescita è comunque del 4,6%. Nei primi nove mesi dell'anno la domanda è aumentata di circa 12 TWh (+5,2%).

Il peso delle rinnovabili

Sole, vento, acqua e calore della terra hanno prodotto 10,9 TWh, coprendo il 39,4% del fabbisogno del mese. Nel solo settembre sono entrati in funzione 675 megawatt di nuovi impianti rinnovabili. Il cammino però è ancora lungo: secondo la Relazione sulla green economy presentata a Ecomondo, nel 2025 le rinnovabili hanno fornito il 47% dell'elettricità prodotta in Italia, mentre l'obiettivo per il 2030 è il 70%.

Il prezzo della dipendenza

Ieri a Bruxelles la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha ricordato quanto costa importare energia. Dalla chiusura dello Stretto di Hormuz, ha detto, le importazioni di combustibili fossili «sono costate all'Europa 127 miliardi di euro in più», senza un solo barile in più. «Quando importiamo petrolio e gas, rischiamo di importare anche gli shock e le crisi che li accompagnano». Dal 2021 nell'Ue sono stati investiti oltre 1.200 miliardi in attività sostenibili; l'obiettivo resta un taglio delle emissioni del 90% al 2040 e la neutralità climatica al 2050.

Cosa possiamo fare in casa

Valutare l'adesione a una comunità energetica del proprio Comune, spostare lavatrici e lavastoviglie nelle ore di sole se si ha un impianto fotovoltaico, scegliere elettrodomestici efficienti e regolare il condizionatore senza eccessi.

Settembre 2026 in cifre

27,8TWh di domanda elettrica
+6,5%sul settembre 2025
675MW di nuove rinnovabili nel mese
127miliardi € di costi extra Ue (Hormuz)

Chi ha coperto la domanda

39,4% Rinnovabili: 10,9 TWh Altre fonti e import: 60,6%
Fonte: Terna, dati di settembre 2026 (ANSA, 21/10/2026).

Obiettivo 2030

Rinnovabili al 70% della produzione elettrica. Nel 2025 eravamo al 47%.

Perché ci riguardaOgni kilowattora prodotto in Italia da sole e vento è energia che non dipende da stretti chiusi e prezzi internazionali. Più rinnovabili e meno sprechi significano bollette più stabili per famiglie e imprese.

FONTI · ANSA, «Terna, a settembre consumi elettrici +6,5%, è il valore più alto dal 2014», 21/10/2026 · Teleborsa, «Terna, consumi elettrici in crescita: a settembre +6,5%, record dal 2014», 21/10/2026 · Affaritaliani, «Terna, a settembre la domanda elettrica cresce del 6,5%», 21/10/2026 · ANSA, «Von der Leyen: "La chiusura di Hormuz è costata all'Ue 127 miliardi in più"», 3/11/2026.

Energia4
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Animali · Calabria▲ Buona notizia

Il cervo italico mette radici nelle Serre: liberati altri 17 animali

Quarto rilascio nel Parco regionale delle Serre del cervo nato nel Bosco della Mesola. In natura sono già nati 12 piccoli: prende forma una seconda popolazione stabile di questa sottospecie rara.

Un cervo tutto italiano

Il cervo italico è una sottospecie di cervo che per secoli è sopravvissuta soltanto nel Bosco della Mesola, una riserva naturale statale nel Delta del Po, in provincia di Ferrara. Avere una sola popolazione è un rischio: basta una malattia, un incendio o un inverno difficile per mettere in pericolo tutti gli animali. Per questo l'ISPRA, l'Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale, ha studiato dove creare un secondo nucleo e ha individuato il Parco naturale regionale delle Serre, in Calabria.

Il quarto rilascio

Il programma, avviato nel 2023, ha appena completato la quarta traslocazione. Sono stati liberati 17 cervi, 11 femmine e 6 maschi, tutti provenienti dalla Mesola. Ogni animale porta un radiocollare satellitare, che permette ai ricercatori di seguirne gli spostamenti e capire come si adatta al nuovo ambiente. Prima del rilascio nel parco vivevano già circa 33-34 cervi: ora il gruppo dovrebbe superare i cinquanta individui.

Dodici nascite in natura

Il dato più incoraggiante sono i piccoli nati liberi nei boschi calabresi: 2 nel 2024, 6 nel 2025 e 4 nel 2026. «Le dodici nascite documentate rappresentano un risultato particolarmente significativo», ha detto il direttore del Parco, Francesco Pititto. Significa che i cervi hanno trovato cibo, riparo e tranquillità sufficienti per riprodursi.

Chi lavora al progetto

Il progetto è realizzato dal WWF Italia con il Parco delle Serre ed è finanziato dalla Regione Calabria con fondi europei del Programma regionale 2021-2027. Partecipano i Carabinieri per la biodiversità, l'Università di Siena per il monitoraggio scientifico e D.R.E.Am. Italia. Il commissario del Parco, Francesco Costantino, parla di «un progetto di straordinaria importanza» per la biodiversità italiana.

Piccoli nati in natura nelle Serre

2 6 4 2024 2025 2026
Fonte: Parco naturale regionale delle Serre (Il Meridio, 27/10/2026).

Il progetto in cifre

17cervi liberati (11 femmine, 6 maschi)
4rilasci dal 2023
12nascite documentate in natura
>50cervi stimati dopo il rilascio

Se incontri un cervo o un animale ferito

  • Resta a distanza e non dargli da mangiare.
  • Non toccare i piccoli soli: quasi sempre la madre è vicina.
  • Di notte, nelle zone con cartelli di fauna, rallenta.
  • Per un animale ferito non intervenire da solo: chiama il 112 o il Centro recupero animali selvatici (CRAS) della tua provincia.

Perché ci riguardaRiportare una specie dove era scomparsa rende i boschi più ricchi e più sani, e porta turismo naturalistico nelle aree interne. Ed è una garanzia: se un giorno la popolazione della Mesola fosse in difficoltà, il cervo italico avrebbe una seconda casa.

FONTI · Il Meridio, «Il cervo italico sempre più protagonista nel Parco delle Serre: altri 17 esemplari rilasciati in natura», 27/10/2026.

Animali5
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Acqua · Italia● Luci e ombre

Piove, ma il Po resta a secco: l'Italia dell'acqua va a due velocità

Le piogge di ottobre hanno riempito il Lago Maggiore e gli invasi siciliani, ma il grande fiume scorre ancora al 63% sotto la media. Il ministro dell'Ambiente punta sul riuso delle acque depurate.

Il Nord in affanno

Secondo l'Osservatorio sulle risorse idriche dell'ANBI, l'associazione dei consorzi di bonifica, dopo settimane di siccità le piogge di ottobre hanno dato un po' di respiro. Il Lago Maggiore è salito di oltre mezzo metro in due giorni e il suo riempimento è passato dal 18% al 52,7%. Ma i fiumi faticano: il Po a Pontelagoscuro, vicino a Ferrara, scorreva a 625 metri cubi al secondo, circa il 63% sotto la media storica. L'Arno era il 73% sotto la norma, nonostante piogge fino a quasi 300 millimetri in 24 ore. Il presidente dell'ANBI, Francesco Vincenzi, avverte: pochi giorni di pioggia non risolvono il problema.

Il Sud respira

Al Sud la situazione è migliore di un anno fa. Gli invasi della Sicilia contengono quasi 410 milioni di metri cubi d'acqua, il 74% in più rispetto al 2025. Il direttore dell'ANBI, Massimo Gargano, denuncia però i ritardi nei finanziamenti del Piano idrico nazionale, che comprende anche nuovi invasi per trattenere l'acqua quando piove.

Una rete che perde

Secondo la Relazione sulla green economy, la disponibilità d'acqua in Italia si è ridotta del 20% rispetto all'inizio del Novecento (dati ISPRA), e gli acquedotti perdono oltre il 40% dell'acqua immessa. Oggi si riutilizza appena il 4% delle acque depurate, a fronte di un potenziale stimato del 23%.

Le soluzioni sul tavolo

A Ecomondo il ministro Gilberto Pichetto Fratin ha indicato le acque reflue come una priorità: si parla di circa 10 miliardi di metri cubi l'anno. L'idea è ridurre i prelievi dalle falde profonde e usare in agricoltura l'acqua depurata con tecnologie moderne. «L'acqua sta diventando sempre più preziosa», ha detto.

Quanto sono pieni i grandi laghi

Iseo 59,3% Maggiore 52,7% Garda 45,7% Como 42,9% Percentuale di riempimento, 22 ottobre
Fonte: Osservatorio ANBI sulle risorse idriche (Arsiam, 25/10/2026).

Al rubinetto di casa

  • Dal 13 luglio 2026 l'acqua potabile deve rispettare un limite di 20 nanogrammi per litro per la somma di quattro PFAS, le sostanze "eterne": PFOA, PFOS, PFNA e PFHxS.
  • I controlli arrivano fino al rubinetto. Per tubi e serbatoi interni risponde chi gestisce l'impianto dell'edificio: proprietario o amministratore di condominio.
  • Chiedi al tuo gestore i risultati delle analisi della tua zona.
  • Un rubinetto che gocciola o uno sciacquone che perde va riparato subito.
Vuoi sapere se ci sono PFAS nella tua acqua? Servizi Ecologici fa l'analisi con prelievo a domicilio →

Perché ci riguardaMeno acqua nei fiumi significa raccolti a rischio e possibili turni d'acqua in estate. Riparare le reti e riusare l'acqua depurata sono le misure più rapide per non sprecarne.

FONTI · Arsiam, «ANBI: piogge abbondanti, ma il Po resta il 63% sotto la media», 25/10/2026 (dati Osservatorio ANBI del 22/10) · ANSA, «Pichetto, nel riciclo plastica e carta nella squadra di testa a livello mondiale», 3/11/2026 · Eco dalle Città, «Stati Generali della Green Economy 2026, Italia in ritardo su clima ed energia», 3/11/2026 · greenMe, «PFAS nell'acqua potabile: da oggi entrano in vigore nuovi limiti e controlli fino al rubinetto di casa», 13/7/2026.

Acqua6
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Oceani e mari · Mediterraneo▲ Buona notizia

Il Canale di Sicilia diventa "Hope Spot": 114mila km² di mare da proteggere

Mission Blue, la rete fondata dall'oceanografa Sylvia Earle, riconosce il mare tra Sicilia e Tunisia come area chiave per l'oceano. Il WWF ora chiede una vera area protetta, mentre il Mediterraneo esce dal settembre più caldo mai misurato.

Cos'è un Hope Spot

Gli Hope Spot, "luoghi della speranza", sono tratti di oceano che la rete internazionale Mission Blue segnala per la loro importanza per la vita marina. Il nuovo Hope Spot "Canale di Sicilia e Plateau Tunisino" copre oltre 114.000 chilometri quadrati. Il riconoscimento è stato annunciato domenica al MAXXI di Roma, durante l'evento "Mediterraneo Mare Protetto" del WWF, alla presenza di Sylvia Earle. «L'oceano non riconosce i confini che tracciamo sulle mappe», ha detto la scienziata. Il titolo non introduce divieti o regole obbligatorie: è uno strumento per dare visibilità e far collaborare i Paesi.

Un crocevia di vita

Nel Canale le correnti fanno risalire dal fondo acque ricche di nutrienti. Qui vivono praterie di posidonia, coralligeno, fondali a maërl (alghe calcaree) e coralli di profondità. Ci passano balenottere comuni, capodogli, delfini, tartarughe marine, tonni rossi e uccelli marini, e sono state contate 32 specie tra squali e razze. Un rapporto del centro studi CISS dell'Università LUISS con il WWF descrive il Canale come una risorsa strategica per l'Italia, tra pesca, rotte navali ed energia.

Il mare che scotta

Proteggere quest'area è urgente anche per il caldo. Secondo Meteo.it, settembre 2026 ha segnato il record per la temperatura superficiale media del Mediterraneo, circa 27,3 °C, con il 95% del bacino sopra la media. A fine ottobre il mare era ancora intorno ai 23 °C, sopra i valori tipici del periodo. Un mare caldo stressa pesci e praterie e alimenta temporali più violenti.

Dal riconoscimento alla tutela

Il WWF propone un percorso comune verso un'ASPIM, Area specialmente protetta di importanza mediterranea, con governi, scienziati, pescatori e comunità costiere. Giulia Prato, responsabile Mare del WWF Italia, cita l'esempio dell'Area marina protetta di Torre Guaceto, in Puglia: «la protezione della natura non è un freno allo sviluppo».

Il Canale in cifre

114.000km² dell'Hope Spot
32specie di squali e razze
27,3 °Cmedia del Mediterraneo a settembre, record
95%del bacino sopra la media a settembre
«La base giuridica c'è e il momento politico è favorevole.»Raffaele Marchetti, direttore LUISS CISS, sull'area protetta

Cosa puoi fare tu

  • Al banco del pesce chiedi zona di pesca e attrezzo: sono scritti sull'etichetta.
  • In spiaggia riporta a casa i tuoi rifiuti e, se puoi, quelli che trovi.
  • A Roma la mostra "Rivoluzione Naturale" del WWF al MAXXI è gratuita fino all'8 novembre.

Perché ci riguardaDal Canale di Sicilia dipendono una parte importante della pesca italiana e le comunità costiere del Sud. Un mare protetto e in salute ospita più pesce, e lo fa anche per chi pesca.

FONTI · Maremma News, «Mediterraneo, Rapporto Luiss-WWF: Lo Stretto di Sicilia al centro del futuro del Mare Nostrum», 2/11/2026 · Meteo.it, «Il freddo di fine ottobre può raffreddare il Mediterraneo? Gli effetti su un mare ancora molto caldo», 27/10/2026.

Oceani e mari7
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A tavola · Siamo quello che mangiamo● Luci e ombre

Snack, merendine, energy drink: quasi 8 italiani su 10 chiedono più regole

Un'indagine Coldiretti-Censis fotografa la diffidenza verso i cibi ultra-processati. Gli esperti invitano a distinguere: non tutto ciò che è industriale fa male allo stesso modo. Ecco come orientarsi.

Cosa dice l'indagine

Il rapporto «La filiera della buona salute», realizzato dal Censis per Coldiretti e presentato al Forum dell'agricoltura e dell'alimentazione di Roma, dice che il 78% degli italiani vuole che l'Unione europea intervenga per ridurre il consumo di cibi ultra-processati. L'86% pensa che limitare snack ed energy drink aiuterebbe contro l'obesità e l'81% li toglierebbe dalle mense. Pochi però leggono le etichette: controlla gli ingredienti il 49% di chi compra snack salati, il 46% per le merendine, il 41% per le barrette proteiche. L'indagine è stata commissionata da un'associazione di agricoltori, che ha un interesse diretto sul tema.

Cosa sono gli ultra-processati

Il termine viene dalla classificazione NOVA, che divide i cibi in quattro gruppi secondo quanto sono lavorati. Gli ultra-processati sono prodotti industriali fatti in gran parte con ingredienti estratti o modificati, spesso con additivi come aromi, emulsionanti e coloranti. Molti studi li collegano a una dieta peggiore, ma il gruppo è molto vario: un pane in cassetta integrale e una bibita zuccherata finiscono nella stessa categoria. Per la professoressa Tullia Gallina Toschi, intervistata da Mondosanità, l'etichetta "ultraprocessato" non è di per sé una condanna.

Cosa dice la legge europea

In Europa ogni additivo deve essere autorizzato e indicato in etichetta con il nome o la sigla E. Gli ingredienti compaiono in ordine di peso, dal più abbondante, e gli allergeni sono evidenziati. La tabella nutrizionale è obbligatoria. L'origine è obbligatoria per alcuni prodotti, come carne fresca, frutta e verdura, uova, miele, olio extravergine e pesce.

Pesticidi: i controlli funzionano

L'ultimo rapporto dell'EFSA, l'Autorità europea per la sicurezza alimentare, ha analizzato oltre 125.000 campioni di alimenti raccolti in Europa nel 2024: il rispetto dei limiti di legge resta elevato e il rischio per la salute è considerato basso.

Quanti leggono gli ingredienti

Snack salati49% Merendine46% Dolci45% Barrette prot.41%

Fonte: Coldiretti-Censis, ottobre 2026.

Al supermercato

  1. Gira la confezione. I primi tre ingredienti dicono di cosa è fatto davvero il prodotto.
  2. Confronta per 100 grammi zuccheri, grassi saturi e sale tra prodotti simili.
  3. Lista corta non vuol dire sano e lista lunga non vuol dire nocivo: guarda cosa c'è dentro.
  4. Frutta e verdura di stagione: l'origine è obbligatoria sul cartellino.
  5. Snack e bibite zuccherate sono un'eccezione, non la merenda di tutti i giorni.

Perché ci riguardaLa dieta mediterranea è un nostro patrimonio, ma anche in Italia gli snack industriali entrano sempre più nelle merende di bambini e ragazzi. Leggere l'etichetta è il modo più semplice per scegliere senza farsi spaventare.

FONTI · Quotidiano di Sicilia, «Coldiretti-Censis, 78% italiani dice no a cibi ultraformulati», ottobre 2026 · Mondosanità, «Cibi processati: cosa dice l'etichetta e quanto pesano i pregiudizi», 27/10/2026 · EFSA Journal, «The 2024 European Union report on pesticide residues in food», 5/5/2026.

A tavola8
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Natura e benessere · Ricerca● Luci e ombre

Dormire meglio con gli integratori? Cosa dicono davvero gli ultimi studi

Magnesio, melatonina, ashwagandha, probiotici: una rassegna delle ricerche più recenti mostra qualche risultato promettente, molte prove deboli e diversi studi pagati dalle aziende che vendono i prodotti.

A ottobre la rivista di settore NutraIngredients ha raccolto le ricerche più recenti sugli integratori per il sonno. Ecco cosa emerge.

Magnesio: prove ancora deboli

Una revisione sistematica degli studi clinici, pubblicata sul Journal of Dietary Supplements, conclude che le prove sul magnesio per il sonno sono incoerenti e di bassa qualità, con benefici modesti solo in alcuni gruppi di persone. Secondo l'autore principale, Adrian Lopresti, il magnesio non può «ancora» essere raccomandato come trattamento abituale dell'insonnia.

Melatonina: piccolo studio, risultati positivi

Uno studio pubblicato su Clocks & Sleep ha confrontato melatonina a basso dosaggio e a rilascio prolungato con un placebo in 59 adulti tra 30 e 60 anni che dormivano male, per 28 giorni. Chi prendeva melatonina si addormentava prima, si svegliava meno di notte e dormiva più a lungo, misurato con esami del sonno. Il campione è piccolo e l'autrice principale lavora per l'azienda produttrice.

Ashwagandha e probiotici

In uno studio su 126 adulti stressati, l'ashwagandha (150 o 300 mg al giorno per 60 giorni) ha ridotto lo stress e migliorato il sonno; lo hanno finanziato i produttori. I probiotici danno risultati alterni: uno studio su 80 adulti ha visto miglioramenti, un altro su 84 adulti, durato 8 settimane, non ha trovato vantaggi rispetto al placebo sugli obiettivi principali.

Cosa funziona davvero

Orari regolari, luce del giorno al mattino, poca caffeina dal pomeriggio e schermi spenti prima di dormire restano la base. Per l'insonnia che dura nel tempo, le linee guida europee indicano come primo trattamento la terapia cognitivo-comportamentale, non un integratore.

Le prove, in breve

ProdottoProve
MagnesioDeboli
revisione: risultati incoerenti
MelatoninaPromettenti
59 persone, 28 giorni
AshwagandhaPromettenti
126 persone, 60 giorni, studio dei produttori
ProbioticiContrastanti
uno sì, uno no (80 e 84 persone)

Le regole di questa rubrica

  • Solo studi scientifici, con rivista, persone e risultati.
  • Cosa funziona, cosa no, cosa non si sa.
  • "Naturale" non vuol dire innocuo.
  • Prima di iniziare, parlane con medico o farmacista.

Le domande da fare al farmacista

  • Interferisce con i miei farmaci, per esempio sedativi o anticoagulanti?
  • Che dose e per quanto tempo?
  • Va bene in gravidanza o con problemi a fegato, reni o tiroide?

Perché ci riguardaDormire male pesa su umore, lavoro e guida. Ma il magnesio ad alte dosi può dare disturbi intestinali ed è sconsigliato a chi ha problemi ai reni; per l'ashwagandha sono stati segnalati rari danni al fegato. Prima di comprarli, parlane con il medico o il farmacista.

FONTI · NutraIngredients, «Catching up with sleep health supplements: A roundup of the latest science», 21/10/2026, che riassume studi pubblicati su Journal of Dietary Supplements, Clocks & Sleep, Nutrients e altre riviste.

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